l'allenamento funzionale

02.10.2013 11:03

Allenamento funzionale
Functional training: cos'è l'allenamento funzionale? L'allenamento funzionale è un metodo di allenamento basato sul miglioramento delle capacità coordinative e condizionali del soggetto
 
Nel corso degli anni il corpo umano è stato paragonato ad una macchina, capace di svolgere tutti i movimenti grazie a leggi bio-meccaniche. Il tutto viene controllato e regolato dagli apparati.
L'apparato circolatorio e respiratorio forniscono sostanze energetiche e ossigeno; l'apparato nervoso coordina percezioni e movimenti, mentre l'apparato locomotore consente al corpo di muoversi e sostenersi contrastando la forza di gravità. Esso è formato da ossa, articolazioni e muscoli.
Per far funzionare perfettamente questa macchina, bisogna educarla a svolgere delle attività che consentono lo sviluppo delle potenzialità del fisico, garantendo il miglioramento della condizione fisica, perciò si è pian piano sviluppato il concetto di allenamento.
L'allenamento è l'insieme degli interventi e degli stimoli che proposti in maniera progressiva e razionale, portano al miglioramento della prestazione del soggetto, assicurandone una buona salute a livello scheletrico, muscolare e cardiocircolatorio, ottimizzando la padronanza dei movimenti.
L'allenamento è visto anche come un percorso educativo di adattamento, capace di far raggiungere al soggetto obiettivi con la consapevolezza di conoscere i propri limiti.
Vi sono diversi tipi di allenamento, tra i tanti, parliamo di allenamento funzionale.
L'allenamento funzionale, meglio conosciuto come functional training è un metodo di allenamento basato sul miglioramento delle capacità coordinative e condizionali del soggetto, con lo scopo di interagire positivamente con l'ambiente che lo circonda.
L'allenamento funzionale, come ogni metodo, segue un programma di allenamento caratterizzato dai seguenti fattori:
•    stimoli e interventi: rappresentano i carichi di lavoro, quindi intensità e volume; tipologia degli esercizi, attrezzi utilizzati, ripetizioni, serie, kg sollevati; durata effettiva di lavoro. In corso d'opera tutte queste componenti dovranno subire delle piccole variazioni per impedirne l'adattamento senza far venir meno lo stimolo
•    tempi di recupero: dopo aver raggiunto nel corso della seduta un buon livello di affaticamento che squilibra l'omeostasi organica, i tempi di recupero sono utili e determinanti per azionare il processo di supercompensazione che agirà sul processo di adattamento dettato dallo stimolo allenante. Questo spiega la programmazione in maniera equilibrata della frequenza di sedute settimanali e le fasi di riposo durante le sedute di allenamento
•    concentrazione e motivazione: fattori determinanti per il raggiungimento dell'obiettivo
L'allenamento si definisce funzionale, perché attraverso questo metodo il soggetto deve essere in grado di rispondere perfettamente alle specifiche esigenze per le quali è stato creato, è per questo che l'allenamento funzionale è identificato come un esercitazione motoria performante, ispirata dall'attività fisica della vita quotidiana.
Tutto ciò è reso possibile dal fatto che le modalità di allenamento sono date dall'assenza totale di macchine isotoniche che guidano il soggetto a effettuare un movimento con singoli muscoli comportando un minor impegno, a favore del corpo libero talvolta integrato con l'utilizzo di piccoli attrezzi elementari che rendono l'esercitazione progressivamente più difficoltosa, in modo tale da esaltarne il concetto di svolgere un tipo di allenamento capace di condizionare gli atteggiamenti del soggetto nella vita quotidiana, dove il corpo si muove liberamente nello spazio, sollevando, spostando, tirando, spingendo oggetti in qualsivoglia variante esecutiva, utilizzando non singoli fasci muscolari ma le catene cinetiche attraverso movimenti multiarticolari.
Il functional training a differenza del fitness, rispetta le caratteristiche di funzionalità cinetica e cinematica del corpo umano, quindi attraverso l'utilizzo delle molteplici catene cinetiche presenti nel nostro corpo, formate da ossa, che rappresentano i segmenti della catena, le articolazioni che rappresentano gli snodi e i muscoli che sono i veri motori della catena durante il movimento, esse si attivano e interagiscono tra loro in modo tale da produrre svariati movimenti sinergici che andranno a migliorare la coordinazione, il controllo e la gestione di questi ultimi.
Si può infatti affermare che, durante un esercizio funzionale, più saranno i muscoli che interagiranno fra loro, attivati dall'allargamento della catena cinetica, minore sarà la fatica accusata dal soggetto praticante, che esprimerà e svilupperà una elevata quantità di forza che andrà ad infierire positivamente sulla durata dell'esercitazione e sull'aumento del carico di lavoro.
Inoltre, l'allenamento funzionale è basato sulla teoria multi-planare, cioè si produce lavoro sui tre piani biomeccanici:
•    piano frontale, divide il corpo umano in due parti asimmetriche, una anteriore e una posteriore (davanti-dietro)
•    piano trasversale, divide il corpo umano in due parti asimmetriche, una superiore e una inferiore  (sopra-sotto-busto-“arti inferiori”)
•    piano sagittale, divide il corpo umano in due parti simmetriche, una destra e una sinistra
In questa metodologia di allenamento è molto importante la respirazione. Essa deve essere diaframmatica, fluida e completa, senza blocchi, quindi laddove finisce l'espirazione comincia l'inspirazione. Nella fase di espirazione, il complesso diaframmatico compatta tronco e addome solidarizzando tutto il rachide fornendo la massima stabilità del CORE.
La stabilità del CORE è alla base del functional training, perché, è il centro nevralgico che scaturisce forza, controllo ed equilibrio posturale ai movimenti effettuati durante le sedute di allenamento e non.
Si parla di "CORE" per indicare il nucleo, nonché la zona centrale della cintura addominale identificata nel complesso coxo-femorale-pelvico, che rappresenta il punto di stabilità posturale dell'intero corpo umano. Il CORE è un compatto snodo al centro delle differenti catene cinetiche, è una solida base per il movimento degli arti superiori e inferiori e la sua stabilità ed il suo rafforzamento sono la chiave di volta per un'accurata prevenzione di patologie a livello lombare e dei muscoli pelvici.
 

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