attività sportiva in età evolutiva

21.08.2013 16:32

Dottor Giovanni Pili

Cardiologo e Medico Sportivo

Attività sportiva in età evolutiva

 

Fasi di maturazione nei passaggi da bambino a preadolescente

Posto che l’obiettivo della preparazione sportiva giovanile è quello di favorire uno sviluppo

armonico dell’organismo e delle capacità motorie in un contesto di educazione e formazione

globale della personalità,

 è quanto mai opportuno sottolineare la necessità di conoscere le

 

caratteristiche che presenta l’organismo in ogni singola fascia di età in modo da capirne più

facilmente le esigenze al fine di proporre una attività motoria e sportiva equilibrata ed efficace.

Solo così si garantiscono al giovane i benefici effetti di una sana attività fisica ed il buon risultato sportivo anche nell’età matura.

 

Durante tutta la vita l’organismo umano è sottoposto a continui processi di trasformazione

Biologica e Psicologica, specialmente fino alla giovinezza, fasi di crescita in lunghezza (proceritas)

si alternano a fasi di Aumento del peso corporeo (turgor).

 

È come se l’insieme delle strutture biologiche dopo una fase di costruzione spesso esagerata, si

concedessero una pausa tesa al consolidamento, per poi riprendere la corsa verso una nuova fase

di crescita.

 

 

Sullo sviluppo generale influiscono diversi fattori:

 

Principali fattori che influiscono sullo sviluppo generale

Pur non corrispondendo sempre l’età cronologica (anagrafica) con quella biologica (organica),

 

per motivi pratici proponiamo una suddivisione delle fasi di crescita in fasce di età. È evidente

che questo ha un carattere puramente orientativo

 

I sei - sette anni comprendono ancora il periodo dell’infanzia che proseguirà, in varie tappe,

fino ai Dodici Anni circa. Aumenta notevolmente la Statura e diminuisce il Peso Corporeo

(proceritas 1a).

 

La crescita in Lunghezza avviene soprattutto a carico degli Arti Inferiori.

 

L’Ossificazione è sufficiente, comunque lo Scheletro è Plastico e facilmente Alterabile dalle

Eccessive Sollecitazioni.

 

I legamenti Articolari sono Lassi. Anche l’apparato Muscolare è Deficitario

e risulta quantitativamente Scarso e Poco Tonico.

 

La Posizione delle Costole ancora Sollevate, fa assumere al Torace una Forma Cilindrica che porta, come conseguenza, ad una modesta Capacità Vitale. Il Cuore presenta delle Dimensioni Ridotte rispetto alla Massa Totale del Corpo.

 

 

 

 

 

Pertanto gli Apparati Cardiocircolatorio e Respiratorio rispondono all’impegno fisico col solo

Aumento della Frequenza sia degli Atti Respiratori che delle Pulsazioni Cardiache.

 

Il gioco e la fantasia sono gli elementi dominanti di questa età. Il bambino passa dalla fase

esplorativa a quella organizzativa e creativa.

 

FATTORI

INTRINSECI (interni)

 

Genetici: genitori, sesso, razza

 

Neuroendocrini: ghiandola ipofisi, tiroide, seminali, gonadi, pancreas

 

FATTORI

ESTRINSECI (esterni)

Ambientali: valori biometrici caratteristici in relazione alle condizioni

ambientali

 

Socio-economici: ceto sociale, struttura del nucleo familiare

Alimentari: quantità calorica e protidica giornaliera

 

Attività fisica e sportiva: aumento della densità e del diametro delle

ossa, volume e peso dei muscoli, aumento della massa magra

 

 

 

 

È intelligente, concreto, riesce a costituire semplici schemi operativi e ad apprendere con una

certa facilità.

 

Passa dalla fase egocentrica a quella di socializzazione con il gruppo, all’interno del

quale ricerca una propria identità e autorealizzazione, collaborando e facendo proprie le regole.

 

Si rende disponibile ad accettare nuovi compiti da risolvere e si compiace dei suoi progressi

motori. Desidera essere gratificato nelle sue iniziative.

 

Sono sempre presenti elementi di instabilità che possono portare a facile arrendevolezza e

rinuncia di fronte alle prime difficoltà.

 

Ricerca una gratificazione immediata o, comunque, a

breve scadenza.

 

Non riesce a mantenere la motivazione per obiettivi a lungo periodo.

 

 

 

 

 

La formazione fisica e psicologica deve ruotare intorno al gioco in tutte le sue forme: individuale,

a coppie, collettivo.

 

In questo modo si favorisce la strutturazione dello “schema corporeo”,

ovvero la conoscenza del proprio corpo in tutte le situazioni statiche e dinamiche, nello spazio e

nel tempo.

 

Attività centrate sulle unità di base del comportamento Motorio come il Correre, Saltare, Rotolarsi,

Arrampicarsi, Afferrare, Lanciare, Tirare, Spingere, Opporsi, Equilibrarsi, ecc. sono utili per la

ristrutturazione del rapporto tra e il mondo circostante e migliorano il bagaglio del proprio

vissuto.

 

 

Inoltre consolidano le capacità motorie e funzionali che consentono l’esecuzione

ottimale degli schemi motori di base:

 

· strutturazione dello schema corporeo;

· acquisizione e controllo degli equilibri (statico, statico-dinamico, dinamico);

· strutturazione e controllo della lateralità;

· coordinazione senso-motoria;

· organizzazione spazio-temporale;

· controllo posturale e coordinamento dinamico generale;

· adeguatezza degli schemi posturali motori;

· controllo della respirazione e capacità di rilassamento psico-somatico.

 

Il miglioramento naturale della Rapidità e della Coordinazione, rispetto all’età precedente,

consiglia di proporre giochi ed esercizi sempre diversi che stimolino queste due capacità.

 

Oltre ai movimenti semplici possono essere proposti anche movimenti combinati che richiedono

la coordinazione simultanea di segmenti diversi del corpo, oppure eseguire abilità motorie di

base come Camminare, Correre, Rotolare, Lanciare, Afferrare, ecc.

 

La regolamentazione dei giochi va proposta in maniera semplice e possibilmente affidata agli

stessi bambini.

 

A causa della volitiva psiche del fanciullo, sono sconsigliate attività motorie che presentano

impegni monotoni, ripetuti e prolungati.

 

Dagli Otto agli Undici Anni per i Maschi e dagli Otto ai Nove per le Femmine l’apparato locomotore tende a Consolidarsi grazie anche al Rallentamento della precedente forte spinta in Altezza e all’Aumento dei Diametri Trasversi del Tronco (turgor 2°).

 

L’Abbassamento delle Costole porta ad un aumento della Capacità Vitale e dell’Efficienza Generale dell’Apparato Respiratorio.

 

Il Cuore assume dimensioni più Proporzionate rispetto alla Massa

Corporea Totale.

 

 

 

Grazie a ciò gli apparati Cardiocircolatorio e Respiratorio rispondono all’impegno Fisico Aumentando, il primo la capacità di riempimento delle Cavità Atrio - Ventricolari, il Secondo l’Ampiezza degli Atti Respiratori.

 

Non a torto questa fase è definita anche “Età della Ragione” in quanto ad una più concreta

intelligenza fa riscontro una maggiore consapevolezza di SE’.

 

Il fanciullo riesce a formulare concetti astratti, analizzando e valutando oggetti e situazioni da

vari punti di vista.

 

 La socializzazione e la partecipazione all’attività del gruppo, entro il quale

definisce il suo ruolo, avviene con entusiasmo e forte motivazione nel perseguire obiettivi

comuni.

 

Notevole importanza viene data al giudizio degli adulti sul proprio operato.

 

 

La Capacità di Apprendimento Motorio è nettamente superiore rispetto al periodo precedente.

Il fanciullo è in Grado di Perfezionare le Proprie Abilità ed apprenderne altre più complesse,

costruendo programmi motori sempre più adeguati e rispondenti ai compiti da risolvere.

 

In questo è aiutato anche dalla maggiore capacità di Concentrazione nei Movimenti.

 

L’accettazione delle regole e la disponibilità alle varie attività motorie, anche di iniziazione

sportiva, permettono di poter programmare delle forme di allenamento contenenti anche

elementi tecnici di base propri della disciplina sportiva prescelta.

 

È evidente che tutto deve essere sempre mediato da una forma di gioco e di rispetto dei principi

di progressività e gradualità.

 

Intorno ai Dodici - Tredici Anni per i Maschi e ai Dieci - Dodici anni per le Femmine inizia l’adolescenza che proseguirà fino a circa i Sedici Anni per i Maschi e ai Quattordici per le Femmine.

 

L’organismo cresce notevolmente in altezza e il preadolescente vede il proprio corpo che si

trasforma in pochissimo tempo e che, a causa del forte incremento in lunghezza degli arti

rispetto al busto, spesso assume forme inconsuete (proceritas 2a).

 

Come conseguenza si determina una Disarmonia Morfocinetica legata essenzialmente alla Dismetria tra Sviluppo Staturale e Trofismo Muscolare.

 

L’ossificazione non si è ancora completata e alla notevole crescita delle ossa lunghe (arti superiori e inferiori) si contrappongono delle strutture Articolari ancora in via di sviluppo.

 

 

 

 

L’impegno fisico vede l’apparato cardiocircolatorio e respiratorio non adeguati alla risposta, mentre l’Apparato Muscolare, pur migliorando nel Trofismo Generale, non è ancora adattato al Notevole Sviluppo Scheletrico.

 

È questo il periodo ove gli Atteggiamenti Viziati ed i Paramorfismi possono presentarsi con

frequenza.

 

Questa età è anche definita “difficile” in quanto non si è più bambini ma non si è neanche adulti.

 

L’immagine corporea subisce delle continue variazioni con influenze alterne sulla Forza

Muscolare e sulle capacità coordinative che non riescono a trovare punti solidi di riferimento.

 

Alla Instabilità Funzionale si somma quella Psicologica per cui è facile assistere a frequenti

variazioni di Umore, Scarsa Disponibilità, Insofferenza a Giudizi sul proprio operato e nei

confronti delle regole familiari e sociali.

 

Specialmente il giudizio del gruppo di appartenenza può influenzare notevolmente la propria

autostima e, di conseguenza, la maggiore o minore fiducia in se stessi.

 

L’attività motoria e sportiva può assumere un ruolo determinante sia come canale di sfogo della

naturale esuberanza, sia come formazione ed educazione generale.

 

Tutte le capacità motorie possono essere sviluppate senza pericolo purché si seguano sempre i

criteri di progressività, gradualità e simmetria di lavoro muscolare.

 

Il miglioramento del Trofismo Muscolare può essere molto utile per prevenire gli atteggiamenti

viziati ed i Paramorfismi.

 

Dopo i Tredici Anni per i Maschi e i Dodici per le Femmine, e per tutto il periodo

dell’adolescenza l’Apparato Scheletrico va verso una progressiva definizione mentre quello

muscolare migliora la sua Forza ed Efficienza generale; quest’ultima inizia ad evidenziarsi

soprattutto nei Maschi.

 

Il Cuore inizia ad aumentare di peso, di volume, negli orifizi, nella forza contrattile e nel calibro

dei vasi sanguigni.

 

Anche gli scambi gassosi cominciano a diventare più favorevoli.

 

È la prima fase di quella che gli esperti considerano “l’Età dell’Armonia”, riferendosi alle

proporzioni somatiche ed alla funzionalità generale dell’organismo.

 

L’incertezza Psicologica oscilla ancora tra Fiducia e Diffidenza verso gli altri, desiderio di

indipendenza e timore di perdere la protezione della famiglia, voglia di conoscere la realtà

dell’adulto e tendenza a chiudersi in sé stesso.

 

Il bisogno di trovare e affermare la propria personalità porta facilmente a rifiutare i modelli

comportamentali imposti o insegnati.

 

Il punto di equilibrio di questo disagio psicologico, ansia, spirito di contraddizione e incoerenza,

arriverà solo tre - quattro anni più tardi.

 

 

 

Momento della scelta, spesso definitiva, verso una specifica attività sportiva, attività che può

diventare importante nella formazione globale della personalità.

 

L’esperienza del gruppo sportivo e l’accettazione delle norme comportamentali che esso impone,

possono essere utili per una identificazione collettiva e quindi acquisizione di sicurezza nelle

proprie azioni.

 

L’elemento agonistico, unito ad un buon programma di preparazione fisica, può essere

importante per la costruzione armonica del corpo, per dare tono e forza ai muscoli e per

rafforzare la propria autostima.

 

Caratteristiche del programma di allenamento in età evolutiva

 

Nell’avviare i soggetti in età evolutiva alla pratica di una qualsiasi attività motoria, è

indispensabile che i Programmi di Allenamento rispettino le caratteristiche Morfologiche e

Funzionali dei Piccoli Sportivi Interessati.

 

In generale, tali programmi dovranno in maniera

preponderante essere dedicati al miglioramento di tutte le Qualità Fisiche del soggetto, dando

però maggior spazio all’apprendimento delle tecniche sportive ed all’incremento delle qualità

fisiche non necessariamente allenabili attraverso elevati carichi di lavoro.

 

Si tratta pertanto di migliorare in particolare la Destrezza, la Rapidità di esecuzione, la mobilità

Articolare; in dose giusta le doti di Resistenza Organica, mentre le qualità relative alla Forza

Muscolare (forza massimale, forza resistente ed esplosiva) possono essere potenziate più in là nel

tempo, a Sviluppo Puberale avvenuto.

 

Requisito fondamentale in età giovanile è la «Multilateralità» del programma di allenamento, il cui

scopo principale deve essere sempre quello di ottenere un miglioramento globale di tutte le

qualità fisiche così da consentire al ragazzo una maggiore duttilità e la possibilità nel tempo di

margini di miglioramento più ampi.

 

L’esercizio fisico deve essere organizzato e strutturato come «Allenamento Sportivo» attraverso il

quale i ragazzi possano apprendere una elevata quantità di movimenti.

 

Qualunque sport pratichi,il ragazzo sportivo non deve svolgere un’attività di allenamento «unilaterale» intesa a incrementare una sola qualità fisica.

 

Infatti, un programma di attività fisica «unilaterale e standardizzato» ha come obbiettivo

quello di allenare e sviluppare prevalentemente la qualità fisica principale della disciplina sportiva

praticata. A tale fine vengono adottati programmi di allenamento che utilizzano pochi e ripetitivi

gesti, col rischio quasi inevitabile, di rallentare o ancor peggio, di bloccare i processi di

apprendimento motorio del bambino.

 

 

Al contrario, un allenamento «multilaterale» favorisce lo sviluppo parallelo e contemporaneo

delle qualità psicofisiche allenabili nel ragazzo in quanto utilizza esercitazioni varie, alternate e

polivalenti.

 

 

 

Pertanto la multilateralità del processo di allenamento deve essere il principio informatore

dell’allenamento in età giovanile.

 

Nel giovane sportivo anche i carichi di allenamento andranno

distribuiti in maniera equa tra le numerose qualità fisiche, valorizzando sempre più, nel tempo,

quelle specifiche per la disciplina praticata.

 

La risposta adattativa a questi stimoli consentirà un

miglioramento dell’efficienza fisica globale, e quindi una più idonea capacità a compiere lavori

Muscolari sia generali che specifici.

 

In un corretto programma di allenamento il bambino, qualunque sia lo sport prescelto, passa

attraverso una lunga fase di allenamento generale e solo in seguito viene avviato

all’apprendimento dei gesti sportivi specifici della disciplina prescelta.

 

I metodi di lavoro non devono mai tralasciare la caratteristica di risultare interessanti e piacevoli; solo così l’allenamento sportivo può diventare «gioco organizzato».

 

La multilateralità si articola in sequenza temporale come:

 

· Multilateralità Estensiva, adatta alle prime fasce di età in quanto rivolta

all’acquisizione del più ampio patrimonio possibile di strutture motorie ed esaltazione

delle capacità motorie;

 

· Multilateralità Intensiva, adatta alle fasce di età che si affacciano all’agonismo, ove

l’utilizzo della gamma più specifica dei mezzi e dei metodi di allenamento

(addestramento) si struttura progressivamente e gradualmente per formare l’atleta di

alto livello.

 

L’approccio multilaterale nella formazione giovanile può essere una validissima arma contro i

pericoli insiti nella specializzazione precoce, ovvero un prematuro intervento unilaterale tendente

ad esasperare gli aspetti specifici della disciplina praticata.

 

Se è vero che l’attività motoria e sportiva apporta notevoli benefici a livello fisico e psichico è

anche vero che una specializzazione precoce può comportare seri rischi come:

 

· la trasformazione e specializzazione precoce degli organi e apparati più sollecitati;

· la perdita di interesse a causa della monotona ripetitività delle esercitazioni proposte.

 

Queste due situazioni possono avere come conseguenza:                      

 

la stagnazione delle prestazioni, in quanto l’atleta possiede un ristretto bagaglio di schemi motorie  quindi riesce ad operare solo in determinate situazioni standardizzate;

 

la facilità di traumi all’apparato locomotore, in quanto il sistema muscolare presenta squilibri,

spesso notevoli, tra i vari settori del corpo soprattutto nelle discipline con gesto asimmetrico (tennis,ecc.) possono sorgere o accentuarsi gli atteggiamenti viziati e predisporre ai paramorfismi;

 

l’abbandono precoce della disciplina praticata per mancanza di nuovi stimoli motori e

psicologici.

 

Quindi, se il talento è una dote innata, è anche vero che il risultato sportivo è il frutto del

passaggio graduale attraverso la motricità di base e la preparazione fisica generale, per giungere gradualmente alla specificità del gesto atletico.

 

Solo nel rispetto delle leggi che regolano l’accrescimento fisiologico e psicologico è possibile garantire al

fanciullo, e quindi al futuro atleta, i benefici effetti di una sana attività fisica ed il risultato sportivo.

 

 

 

• Benefici indotti dall’allenamento sportivo in età giovanile

 

APPARATO MUSCOLO

SCHELETRICO

Corretta postura

Migliore mobilità articolare

Tonicità delle masse muscolari

 

SISTEMA ENDOCRINO

METABOLICO

 

Rapporto pondo-staturale favorevole

Aumento della massa magra attiva e riduzione

della massa grassa

Corretta regolazione del controllo diencefalico

dell’appetito

Corretto assetto glico-lipidico

 

APPARATO

CARDIOCIRCOLATORIO E

RESPIRATORIO

 

Bradicardia

Valida gittata sistolica

Miglioramento della irrorazione periferica

(capillarizzazione)

Facilitato ritorno venoso

Pressione arteriosa favorevole

Bradipnea

Incremento dei volumi polmonari

Rapida riduzione della frequenza cardiaca e

respiratoria dopo sforzo

Incremento della potenza aerobica

 

COMPORTAMENTO E

PERSONALITÀ

Buon controllo emotivo

Buona adattabilità

Valida autostima

Buona capacità di socializzazione

 

 

 

 

Principali alterazioni dell’apparato muscolo-scheletrico

che possono derivare dalla specializzazione precoce

 

SCOLIOSI     Deviazione in senso laterale e rotatorio della colonna

CIFOSI         Aumento della curva dorsale fisiologica della colonna

LORDOSI    Aumento della curva lombare fisiologica della colonna

DORSO

PIATTO          Diminuzione delle curve lordotica e cifotica fisiologiche

SCAPOLE

ALATE           Abnorme sporgenza del margine vertebrale delle scapole

GINOCCHIO

VALGO        Deviazione verso l’esterno dell’asse verticale della gamba ( )

GINOCCHIO

VARO            Deviazione verso l’interno dell’asse verticale della gamba )(

GINOCCHIO

RECURVATO Iperestensione del ginocchio oltre 180°

 

 

QUALITÀ FISICHE ALLENABILI NELL’ETÀ EVOLUTIVA

 

Non tutte le qualità motorie fondamentali possono essere allenate in età evolutiva. In particolare, al di

sotto del 14° anno di età, è possibile allenare la Destrezza (base tecnica), la Mobilità Articolare e la Resistenza.

 

Lo sviluppo delle capacità Coordinative e della Flessibilità sarà particolarmente curato nelle

prime Fasce di Età in quanto generalmente queste qualità motorie hanno un limitato margine di

miglioramento dopo i Dieci anni di età e ancora meno dopo la Pubertà.

 

La Destrezza è la qualità fisica caratterizzata principalmente dalla sollecitazione degli Apparati Neurosensoriali che concorrono nel realizzare atti motori estremamente precisi (secondo la definizione suggerita da A. Dal Monte).

 

La Destrezza, infatti, è la capacità di compiere determinati movimenti in

maniera Rapida, Precisa e armonica con impegno muscolare diverso nelle varie discipline sportive in cui tale qualità è richiesta e necessaria.

 

I bambini e poi i ragazzi possono acquisire automatismi motori con elevato indice di coordinazione

Neuro-Muscolare e di Mobilità Articolare, sfruttando appunto la fisiologica capacità di imparare gesti tecnici anche complessi e sofisticati, propria della loro età.

 

 

 

 

Infatti: Io sviluppo della coordinazione del movimento e la capacità di apprendere gesti nuovi e

complessi dipende in gran parte dalla Maturazione del Sistema Nervoso e in particolare dal processo di Mielinizzazione delle fibre nervose motorie (tra i 4 ed i 7 anni) (Fig. 1).

 

 

 

 

 

 

 

 

Curva di crescita del Sistema Nervoso Centrale

Esiste quindi una correlazione fra lo sviluppo delle capacità motorie e del S.N.C. che consente e

sostiene il miglioramento della Destrezza e della Velocità già nei primi anni di vita.

 

La Resistenza è una altra Qualità Motoria allenabile nei bambini anche molto giovani (già dai 4-5 anni di età).

I numerosi lavori di Astrand, Cerretelli, Robinson, Di Prampero e Bar-Or hanno evidenziato una capacità di lavoro Aerobico (V02 max, cioè massimo consumo di ossigeno) particolarmente favorevole nei soggetti di Età Evolutiva.

 

Tale dato è confermato dal comportamento del rapporto V02 max/kg di peso corporeo, indice della potenza del lavoro. La capacità di prestazioni prolungate aumenta in entrambi i sessi, senza variazioni significative fino ai 13 anni di età, raggiungendo il massimo valore nella Femmina tra i 12 e i 14 anni, nel Maschio tra i 14 e 17 anni (Fig. 2°-2B).

 

 

 

Dall’osservazione dei bambini nei loro giochi spontanei si potrebbe pensare che essi prediligano esercizi Brevi, Salti e Scatti, che impegnano soprattutto le fonti Energetiche Anaerobiche. Tale comportamento però sarebbe atteggiamento dettato più da un particolare psicologico del bambino che da una insufficiente capacità aerobica.

 

Infatti solo verso i 20 anni di età si riscontrano i più alti valori di Capacità Anaerobica Lattacida (attività della durata di qualche decina di secondi, fino a 40-45 secondi)

 

 

 

 

 

 

 

mentre la capacità di lavoro Anaerobico Alattacido (attività di potenza, della durata di 4-5 secondi) è massima verso i 15-16 anni.

 

Pertanto le caratteristiche Bioenergetiche del Soggetto in età evolutiva sono tali da consentirgli buone prestazioni di resistenza (Metabolismo Aerobico) e di brevissima durata (metabolismo anaerobico Alattacido), mal sopportando alte concentrazioni di Acido Lattico nei muscoli

(circa il 35% in meno rispetto all’adulto).

 

Mentre l’inserimento in un programma di allenamento per soggetti in età evolutiva di elementi

finalizzati allo sviluppo della Velocità non desta come abbiamo visto, particolari motivi di

preoccupazione, al contrario l’inserimento di elementi finalizzati all’allenamento della forza a questa età può risultare pericoloso.

 

Lo sviluppo della capacità Forza dipende soprattutto dal livello di produzione

ormonale: Testosterone (gonadi), Tiroxina(tiroide) e Ormone della Crescita (ipofisi(GH). Nel periodo che va dalla Terza Infanzia alla Pubertà, non si è ancora raggiunta la completa e definitiva capacità di resistenza al carico delle strutture dell’apparato locomotore.

 

Il rischio dunque di arrecare danni a queste strutture impedisce la pratica di

attività fisiche intense e prolungate proprie delle metodiche di allenamento della forza.

 

La Massima Forza Isometrica progredisce linearmente fino alla Pubertà per poi aumentare in maniera esponenziale. Pertanto, prima del 14° anno di età, è Sconsigliabile Allenare la Forza utilizzando le tecniche di Muscolazione Isometriche e con Pesi.

 

Secondo il metodologo russo Filin, fino ai 12 anni

circa, il carico di lavoro deve essere Proporzionato al Peso Corporeo del giovane atleta; si può cioè

allenare solo la cosiddetta «forza relativa». La «forza assoluta» invece, può essere allenata e migliorata solo quando si sia verificato l’aumento di produzione del testosterone, la sua liberazione e la sensibilizzazione periferica ad esso.

 

In ogni caso, anche negli atleti giovanissimi, è possibile gettare le basi dell’allenamento della forza

esercitandoli con attrezzi molto leggeri,

 

al solo scopo di insegnare loro il corretto uso degli stessi

attrezzi, consolidando così l’acquisizione dei processi motori e il controllo dei movimenti.

 

In tal modo si otterrà anche il risultato, non trascurabile, di prevenire la ben nota e purtroppo frequente patologia traumatica, sia acuta, sia da sovraccarico funzionale, tipica delle sale di muscolazione.

 

Per quanto in età evolutiva siano sempre da preferire e consigliare quelle attività di agilità e destrezza

che non implichino eccessive sollecitazioni sulla colonna e sugli arti inferiori, studi recenti suggeriscono, invero, la possibilità di allenare in età compresa tra gli 8 e i 12-13 anni la «forza veloce» in quanto questa particolare qualità motoria dipende più dalle strutture nervose che da quelle biofisiche del muscolo stesso.

 

Pertanto le attività motorie basate su gesti veloci e brevi non presentano alcuna controindicazione e quindi possono essere praticate dai giovani sportivi.

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